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Come disposto dai servizi sociali
si svolge il mio incontro mensile con la bambina alla presenza
di un'educatrice presso una cooperativa sociale. L'ultimo
incontro era stato il 24 Luglio. Da tanto tempo vado denunciando
la mancanza di una mediazione che tra l'altro era stata
auspicata dal
Tribunale
minorile
oltre due anni fa. Sostenevo che questa omissione avrebbe
portato a una difficoltà nei rapporti padre/figlia e ad un
aumento della conflittualità con la madre.
Al mio arrivo l'ho salutata affettuosamente con un bacio e ho
cominciato a parlarle. Come temevo, non ha detto neanche una
parola. Soltanto un prolungato silenzio nonostante anche
l'educatrice tentasse di farla parlare. Era, ed è, mio sospetto
che la bambina avesse subito un condizionamento. Da molti mesi
avevo anche notato la sua ritrosia a disegnare, cosa che prima
faceva volentieri. Questo cambiamento è avvenuto dopo il caso
dei
fratellini
di Basiglio.
E' probabile che la madre e i nonni abbiano trasmesso, in
qualche modo, la loro paura che possa succedere anche a loro
qualcosa di simile. Allo stesso modo è verosimile che la bambina
sia stata condizionata e messa in guardia di non dire niente
durante gli incontri per evitare qualunque pericolo di essere
portata via da sua madre. Così ho perso la calma e penso che in
queste condizioni sia comprensibile. Il prolungato silenzio ha
fatto scattare una mia certa esasperazione inducendomi ad alzare
il tono della voce e a dire qualche frase del tipo “tua madre è
cattiva”. Come temevo, questa mia reazione ha indotto
l'assistente sociale a sospendere gli incontri: certe cose,
anche se vere, non possono essere dette ai bambini! Questo
episodio mi aveva indotto a scrivere una
lettera
alla responsabile dei servizi sociali A.S. Piera Recinu. |